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Italia, Roma -- Museo delle Arti del XXI secolo

Fornitura di dispositivi antisismici e appoggi

SCHEDA

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Luogo Roma - Italia Museo delle arti del XXII secolo
Committente Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali
Ministero delle infrastrutture
Impresa Consorzio MAXXI 2006 scarl
(Italiana Costruzioni SpA, SAC Società Appalti Costruzioni SpA)
Progettazione Studio S.P.C. srl
(prof. Ing. G. Croci, arch. A. Herzalla)
Consulenza Ing. A. Viskovic
Installazione 2004-2007

Tipo di struttura Edificio in c.a.
Superficie   17998 m2
   

Dispositivi antisismici

Tipo e quantità:
113 dispositivi di vincolo dinamico

Caratteristiche:
Forza massima da 100 a 500 kN
Spostamento ± 25 mm

Appoggi

Tipo e quantità:
6 appoggi unidirezionali a cerniera cilindrica a contatto superficiale
1 appoggio multidirezionale a cerniera cilindrica a contatto superficiale
4 appoggi unidirezionali a cerniera cilindrica a contatto superficiale ad assetto variabile
1 appoggio multidirezionale a cerniera cilindrica a contatto superficiale ad assetto variabile
3 appoggi multidirezionali a disco elastomerico confinato ad assetto variabile

Caratteristiche:
Per gli appoggi a cerniera cilindrica a contatto superficiale:
Carichi verticali massimi da 500 a 6000 kN
Per gli appoggi a cerniera cilindrica a contatto superficiale ad assetto variabile:
Carichi verticali massimi da 4000 a 7000 kN

Descrizione

Il progetto architettonico del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, più noto con la sigla MAXXI, è dell'architetto anglo-irachena Zaha Hadid. Il museo è concepito come un complesso intreccio di percorsi sinuosi destinati a ospitare varie funzioni. Il progetto strutturale esecutivo, effettuato dalla SPC, era precedente all'emanazione nel 2003 dell'OPCM 3274, e dunque non rispettava alcuna normativa sismica, essendo Roma a quel tempo non classificata come zona sismica. A seguito della nuova classificazione di Roma come zona sismica di terza categoria, la committenza ha chiesto l'adeguamento sismico della struttura all'OPCM 3274, che non è tuttavia risultato possibile in toto a causa della complessa configurazione architettonica. Si è così deciso di effettuare un "parziale adeguamento sismico", reso comunque particolarmente difficoltoso dalla configurazione geometrica dell'edificio, con diversi corpi di fabbrica in parte affiancati, ma spesso sovrapposti ed anche intersecati e compenetrati.

Il progetto prevedeva fin dall'inizio, per limitare le coazioni indotte dalle variazioni termiche, la separazione dei diversi corpi di fabbrica con giunti strutturali, che spesso non sono disposti semplicemente su un piano verticale, ma sono sfalsati da quota a quota e corrono anche su piani orizzontali. Ciascun corpo di fabbrica separato da tali giunti risultava non in grado di sopportare le azioni sismiche indipendentemente dagli altri, soprattutto a causa delle notevoli eccentricità e dei conseguenti notevoli effetti torsionali. Si è così deciso di utilizzare dispositivi di vincolo dinamico in corrispondenza dei giunti, in modo da collegare i vari corpi di fabbrica e migliorare così il comportamento sismico della struttura nel suo insieme, riducendo gli effetti torsionali.

L'eccentricità della struttura nel suo insieme è infatti molto minore di quella dei singoli corpi di fabbrica. L'utilizzo dei dispositivi di vincolo dinamico ha anche consentito di mantenere contenuta la dimensione dei giunti strutturali, che altrimenti sarebbe dovuta essere notevolmente accresciuta per evitare il martellamento tra i vari corpi di fabbrica in caso di sisma.

Foto

Dettaglio museo

Dettaglio museo 2

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